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Compendio regionale sulla catalogazione

L’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) ha recentemente pubblicato online il Compendio Regionale sulla Catalogazione per offrire a catalogatori e operatori del settore dei beni culturali una piattaforma web dove trovare informazioni sugli enti che svolgono attività di catalogazione in Italia, i loro progetti e i loro sistemi informativi.

L’iniziativa è compartecipata da Stato e Regioni e ha la finalità di promuovere azioni coordinate a livello nazionale e far emergere le iniziative migliori nel campo della catalogazione del patrimonio culturale.

Le informazioni contenute nel Compendio sono molte e dettagliate per regione: normativa, statistiche, referenti locali, ecc. La parte più interessante è compresa nella sezione “Approfondimenti” che contiene dei documenti di estrema utilità per funzionari pubblici e catalogatori. Il primo si intitola “Schema per la definizione di linee guida per la quantificazione economica dei progetti di produzione catalografica” e fornisce indicazioni e criteri di riferimento per la valutazione dei progetti di catalogazione e per la determinazione del prezzo degli interventi (base d’asta), con particolare attenzione ai casi in cui è necessario appaltare il lavoro a soggetti esterni, siano essi singoli professionisti o società.

Il secondo documento è un’indagine sulla produzione e sui prezzi della catalogazione in Italia con le relative tariffe regionali per la produzione di alcune specifiche schede di catalogo: A – beni immobili architettonici; RA – beni mobili archeologici; OA – beni di interesse storico-artistico; BDM – beni materiali di interesse demo-etno-antropologico; BDI – beni immateriali di interesse demo-etno-antropologico. Questo testo sarà un punto di riferimento fondamentale per la definizione del rapporto di lavoro e del trattamento salariale dei catalogatori. [MP]

  In occasione della Settimana della Cultura l’Archivio Centrale dello Stato ha avviato nel proprio sito istituzionale il modulo di e-commerce per la vendita on line di riproduzioni digitali di singoli documenti, fascicoli, fotografie, realizzato in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane/Otebac, all’interno del progetto Museo & Web.

Tale modulo sarà a breve integrato nella piattaforma e sarà disponibile per tutti gli utilizzatori del popolare  CMS utilizzato da molte istituzioni culturali (musei, archivi, biblioteche).

Il grande patrimonio iconografico e documentale dell’Archivio Centrale dello Stato inizia ad essere a disposizione di tutti con un catalogo on-line che al momento consta di oltre 20.000 oggetti digitali.

In progressiva implementazione, esso riproduce fotografie, singoli documenti e unità archivistiche, da utilizzare a scopo personale e di studio, in formati ad alta e bassa risoluzione.

Le riproduzioni sono tratte dai complessi archivistici:

  • Prima Guerra Mondiale
  • Mostra della Rivoluzione Fascista
  • Partito Nazionale Fascista, Attività del Duce
  • Osvaldo Civirani
  • Crescente (Archivio fotografifico italiano) 1948-1965
  • Elisabetta Chambers
  • Casellario Politico Centrale
  • Ministero delle Armi e Munizioni, Archivio fotografico.

Ogni giorno sono prodotti milioni di dati molti dei quali sono pubblici e posso essere utilizzati in un grande numero di applicazioni. Alcune di queste hanno lo scopo di aiutarci nelle piccole scelte di ogni giorno come ad esempio prendere l’autobus o fare la spesa, altre ci permettono di raccogliere informazioni su decisioni importanti come acquistare una casa o iscrivere i figli a scuola, altre ancora ci consentono di vedere con maggiore trasparenza le scelte politiche e di prenderne parte.
Apps4Italy (http://www.appsforitaly.org/) è un concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici, capaci di mostrare a tutta la società il valore del patrimonio informativo pubblico. Potete inviare le vostre proposte fino al 30 Aprile 2012.
Questo concorso nasce come una sfida alla difficoltà di adottare una strategia nazionale sui dati pubblici, con la convinzione che le proposte presentate e gli esempi raccolti rappresentino il miglior modo di mostrare alle pubbliche amministrazioni, ai cittadini e alle imprese il valore del patrimonio informativo pubblico e l’importanza di renderne possibile l’utilizzo.
MONTE PREMI TOTALE  DI APPS4ITALY: € 45.000
Sarà premiato il primo, il secondo e il terzo classificato di ogni categoria del concorso. IL MONTE PREMI è composto da 30.000 euro forniti dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione più i contributi degli sponsor che ad oggi sono di 15.000 euro. Sono previsti anche premi in tecnologia e servizi oltre a quelli in denaro, secondo le disponibilità dei vari sponsor come l’accesso a infrastrutture, software, piattaforme, incubatori, programmai di sviluppo, ecc.
Istruzioni, informazioni e materiali sul concorso, anche nel webinar: http://saperi.forumpa.it/story/64432/dati-aperti-usi-intelligenti-parte-il-contest-apps4italy

Apps4Italy è un concorso organizzato da Lorenzo Benussi, Matteo Brunati, Gigi Cogo, Maurizio Napolitano, Vincenzo Patruno e coordinato dal Comitato Apps for Italy. Promosso dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione in collaborazione con FORMEZ PA e FORUMPA.
Per tutti gli aggiornamenti: info@appsforitaly.org

Si segnala la pubblicazione del manuale Open Data Handbook edito dalla  Open Knowledge Foundation con licenza  Creative Commons Attribution (Unported) v3.0 License. Il manuale illustra gli aspetti legali,  sociali e tecnici legati agli open data. Può essere utilizzato da tutti, anche se risulta utile in particolare a chi lavora con i dati delle amministrazioni centrali.

 

La recente pubblicazione, Your terminology as a part of the semantic web: recommendations for design and management curata dai gruppi di lavoro “Terminology and multilingualism” nell’ambito dei progetti europei ATHENA e Linked Heritage, si rivolge agli operatori delle istituzioni culturali, agli esperti di architettura dell’informazione e ai linguisti con interessi nei settori delle terminologie e del multiliguismo. Il volume propone una serie di raccomandazioni per la gestione delle proprie terminologie, per il loro adattamento e ottimizzazione ai fini del miglioramento della ricerca multilingue in Europeana e per renderli parte del Web Semantico.

La traduzione in lingua italiana, curata dall’ICCU, sarà disponibile entro maggio 2012.

L’Istituto inglese di “web-watchers” CIBER Reseach ha pubblicato il rapporto Culture on the go, un documento che illustra come l’accesso alle informazioni sul web stia cambiando: sempre più frequentemente gli utenti effettuano le proprie ricerche, leggono e utilizzano le informazioni in movimento attraverso i dispositivi mobile, a scapito di PC e laptop in casa e in ufficio. Questo cambiamento avrà un impatto radicale sulla progettazione e la funzionalità dei siti web.

Il professor David Nicholas di CIBER ha affermato che stiamo assistendo a una trasformazione dei comportamenti degli utenti e che i dispositivi mobile saranno presto la piattaforma dominante per la ricerca sul Web. Ad oggi, però, ancora non sono state fatte indagini approfondite sull’utilizzo di questi dispositivi da parte dell’utenza.

CIBER ha realizzato, tramite log analysis e data mining, l’analisi delle ricerche effettuate dagli utenti di Europeana, mettendo a confronto comportamenti su personal computer, portatili e dispositivi mobile.

La principale conclusione è stata che le visite da parte degli utenti in movimento differiscono da quelle effettuate attraverso piattaforme fisse. Le visite sono in genere molto più brevi, meno interattive e inoltre viene visualizzata una minor quantità di contenuto nel corso di ogni visita. La differenza di comportamento varia anche in base al tipo di dispositivo mobile:  il comportamento sull’iPAD è quello che più si avvicina a PC e laptop.

La maggior parte dei siti web culturali – ma non solo – è stata progettata per l’accesso da personal computer e portatili. L’aumento di nativi digitali e l’abitudine al pagamento dei contenuti fruibili su dispositivi mobile, implica nel prossimo futuro un ripensamento e una trasformazione nell’erogazione dei contenuti culturali via web. [MTN]

Il rapporto completo è scaricabile dal Web:
http://pro.europeana.eu/documents/858566/858665/Culture+on+the+Go

Multivisione circolare nella sala del fungo

Multivisione circolare nella sala del fungo

La pausa natalizia è stata un’occasione per visitare l’allestimento multimediale di un percorso di vista al Palazzo Farnese di Caprarola, nell’Alto Lazio. Ci ha accompagnato Filippo, uno dei realizzatori, il quale ci ha spiegato che l’iniziativa rientra nel progetto “La Tuscia Farnese”, dedicato agli itinerari farnesiani, finanziato da Filas spa per conto della Regione Lazio, nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Ricerca, Innovazione tecnologia, Reti telematiche”.

Entriamo nel Palazzo e subito restiamo affascinati dall’ingresso e dalla scala affrescata che conduce ai piani superiori. Noi però ci rechiamo innanzitutto nei sotterranei, dove è allestita la mostra multimediale “La Tuscia Farnese”, visitabile dal 16 dicembre 2011 al 29 gennaio 2012.

L’allestimento si compone di varie entità:

  • tre postazioni touchscreen interattive nella sala d’ingresso da cui è possibile sfogliare digitalmente alcuni volumi di pregio sulla storia di Caprarola, attivare la timeline delle trasformazioni urbanistico-territoriali, accedere alla ricostruzione 3D della città di Castro rincorrendo un avatar saltellante;
  • una proiezione lungo la parete circolare interna della cosiddetta “Sala del fungo”, che costituisce uno schermo naturale di 60 metri sul quale 12 affreschi audiovisivi animati raccontano 12 storie di tre minuti ciascuna ripercorrendo 200 anni di ascesa e caduta dei Farnese;
  •  otto postazioni interattive nel “Corridoio dei ritratti”, in cui i ritratti di personaggi rappresentativi della famiglia raccontano le proprie storie attraverso animazioni e immagini;
  • un teatro virtuale, con un palcoscenico costituito da due ambienti splendidamente scenografati, nel quale due servitori (gli attori Valeria Ciangottini e Cosimo Cinieri) spettegolano e raccontano gli aspetti più intimi e quotidiani della vita di palazzo.

Si tratta indubbiamente di un allestimento che non può lasciare indifferenti e che merita alcuna brevi considerazioni.

  • Va senz’altro riconosciuto  l’alto livello tecnico della realizzazione tecnico-scientifica, curata da Unicity, Fondazione Rosselli e Giunti editore, dal quale si evince un lavoro preliminare di studio e raccolta iconografica estremamente accurato.
  • Il percorso multimediale è un po’ troppo lungo per l’utente generico che sicuramente alla visita della mostra virtuale vuole aggiungere anche la visita del Palazzo. Per esempio, per  “leggere e vedere” tutte le 12 storie lungo la parete della Sala del fungo sarebbero necessari più di 40 minuti, mentre invece il visitatore fruisce piuttosto dell’effetto generale (piacevolissimo) della multivisione, passeggiando per qualche minuto nella sala che, essendo gelida, non invita comunque a una permanenza prolungata.
  • Se il Corridoio dei ritratti è meno d’effetto, senz’altro qui, però, il visitatore si sofferma più volentieri ad ascoltare qualche storia (anche in questo caso, ci vorrebbe troppo tempo per ascoltarle tutte) per apprendere i diversi aspetti della storia dei Farnese. I pannelli si attivano al passaggio del visitatore. In presenza di troppi visitatori, però, l’audio potrebbe causare  un effetto di disturbo non essendo i pannelli sufficientemente distanti l’uno dall’altro.
  • Da utente, ho apprezzato l’invito di Ranuccio, il personaggio virtuale dell’ultimo pannello, che mi ha condotto personalmente nella Sala del teatro virtuale, ben riscaldata e dotata di panche per godere del simpatico spettacolo.

Concludendo: si tratta sicuramente di un’iniziativa molto interessante che aiuta a comprendere come le tecnologie multimediali possano fornire un prezioso apporto per un migliore apprendimento e una diversa fruizione del bene culturale. Al pari però delle mostre ed esposizioni tradizionali, vanno valutati attentamente spazi, percorsi e periodi espositivi. Si auspica che la fruizione di un allestimento di valore come questo, certamente realizzato con un finanziamento importante, non si limiti ai due mesi pubblicizzati nel depliant ma prosegua nel tempo (diventando possibilmente permanente) e sia visitabile anche nei mesi più caldi e favorevoli al turismo culturale. Magari rivedendo la collocazione dei singoli impianti multimediali, di modo tale che si valorizzino ulteriormente l’un l’altro e possibilmente siano maggiormente integrati nel percorso espositivo del palazzo o della cittadina. [MTN]

Ritratti virtuali

Ritratti virtuali

Sala del Teatro virtuale

Sala del Teatro virtuale

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