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Archive for the ‘APPLICAZIONI E SERVIZI DIGITALI’ Category

Una serie di link online sull’argomento:

Voglia di stampa 3D? La guida per avvicinarsi alla rivoluzione

Una guida per avvicinarsi all’argomento
http://www.corriere.it/foto-gallery/tecnologia/provati-per-voi/14_maggio_26/stampa-3d-printing-guida-rivoluzione-ac47573e-e4bb-11e3-8e3e-8f5de4ddd12f.shtml

Sbocciano i negozi “3D print”

“Gartners società specializzata nell’analisi dei mercati tecnologici ha pubblicato un rapporto per il quale ha anche compilato un grafico che illustra gli scenari per la crescita di diverse tecnologie rivoluzionarie. Il grafico è caratterizzato da un primo picco che rappresenta l’entusiasmo e le aspettative iniziali, seguito da un calo e poi da una nuova curva di crescita, meno ripida ma più duratura. Se la stampa 3D industriale si trova già in questa seconda fase, quella consumer è in cima al picco d’entusiasmo solo che, come ha confermato al Corriere anche lo stesso Terry Wohlers, della società di analisi Wohlers Associates, per il momento non accenna a calare”.

http://www.corriere.it/tecnologia/economia-digitale/14_maggio_27/sbocciano-negozi-3d-print-386f27d0-e581-11e3-8e3e-8f5de4ddd12f.shtml

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La Prima Guerra Mondiale fu un momento significativo nella storia dell’umanità non solo per le conseguenze che ebbe nella vita di milioni di persone e nell’evoluzione degli stati moderni, ma anche per le nuove modalità con cui fu raccontata. Per la prima volta infatti furono utilizzati massicciamente tutti gli strumenti allora utili per documentarla; decine di fotografi, pittori e scrittori la videro e descrissero producendo una mole di documenti impressionante cui si aggiunsero i contributi dei soldati stessi, dai diari di trincea ai quaderni delle scuole del fronte, dai filmati che documentano i momenti bellici alle lettere private ai volumi di memorie. Per la prima volta una guerra veniva raccontata in modo analitico attraverso testi e immagini.

Image

Rudyard Kipling in visita al fronte italiano, 1916

Una parte di questa grande e straordinaria massa di testimonianze è ora consultabile grazie alla mostra virtuale “Vedere la Grande Guerra. Immagini della prima guerra mondiale”, curata dal Museo Centrale del Risorgimento al Vittoriano di Roma. Attraverso una serie di gallerie fotografiche e percorsi tematici viene offerto al visitatore uno spaccato della guerra del tutto peculiare: non solo le immagini delle trincee e dei luoghi di battaglia, ma anche il ruolo delle donne come crocerossine, operaie o compagne dei soldati, il punto di vista di testimoni illustri quali Gabriele D’Annunzio, Arturo Toscanini – che nel 1916 portò il suo saluto ai soldati al fronte – e lo scrittore britannico Rudyard Kipling che visitò il fronte italiano e raccolse le sue riflessioni nel volume “La guerra nelle montagne: impressioni del fronte italiano”. Molto interessante è la sezione che ricostruisce il rapporto tra arte e guerra dal punto di vista della conservazione del patrimonio artistico e dei molti pittori soldato che ritrassero volti e luoghi del conflitto con la loro arte.

Aldo Carpi, Fiume, 1918

Si potrebbe parlare ancora a lungo di questa ricchissima mostra virtuale tanto è varia e avvincente nei contenuti, ma è meglio lasciare al visitatore il gusto della scoperta.

Ciò che è interessante notare in chiusura è lo strumento che è stato utilizzato per la sua costruzione; si tratta del software libero MOVIO, creato dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche e finanziato dalla Fondazione Telecom Italia nell’ambito di un bando sul patrimonio “invisibile”, quello di difficile consultazione per complessità o fragilità, o semplicemente sconosciuto ai più.

MOVIO è ancora in fase di definizione e sarà presentato al grande pubblico il 19 marzo. Il Museo Centrale del Risorgimento ha contribuito con il suo progetto sulla Grande Guerra a testarne alcune funzionalità, tra cui si segnala la possibilità di creare mappe concettuali navigabili che danno al visitatore una visione d’insieme sui temi della mostra e le loro relazioni, offrendo la possibilità di creare percorsi di visita personali. [MP]

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ClothesTellStories_homeÈ da poco online un interessante sito dedicato ai professionisti dei musei che studiano, interpretano e conservano l’abbigliamento del passato, Clothes Tell Stories.

Curato dall’International Committee for Museums and Collections of Costume dell’ICOM, l’International Council of Museums, Clothes Tell Stories è un sito di aiuto e ispirazione per chiunque lavori nell’ambito del costume storico, in particolare per i piccoli musei che non hanno al proprio interno professionalità appositamente formate. Tutti gli aspetti della gestione di una collezione di abiti sono considerati in questo sito: le terminologie, le tecniche di allestimento, il collezionismo, il corretto immagazzinamento, la movimentazione e molto altro.

Semplice ma accattivante nella grafica, Clothes Tell Stories presenta due sezioni principali: Resources, che reindirizza alle Linees guida, alla Terminologia e alle Pubblicazioni dell’International Committee for Museums and Collections of Costume, e Workbook, che invece raccoglie una serie di contributi più o meno articolati su temi specifici scelti dagli specialisti membri del Comitato; in quest’ultima sezione sono raccolte le storie cui fa riferimento il nome del sito: gli abiti prendono vita e raccontano dell’opulenza di imperatori e delle ristrettezze nell’abbigliamento nella ex Unione Sovietica, di rivolte contro dittatori e persino dell’arrivo della prima giraffa in Francia nel 1826!

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Testata del sito web Archivio degli Iblei

L ‘ Archivio degli Iblei è  un progetto per la valorizzazione del patrimonio storico, paesaggistico, documentario e iconografico degli Iblei, il territorio a sud est della Sicilia tra il Ragusano e il Siracusano. Ha avuto la sua origine in progettoterramatta.it.

Vuole essere un punto di riferimento per chi opera nel territorio, un’occasione di visibilità oltre i confini regionali e nazionali, un originale esempio di positiva collaborazione fra enti e soggetti diversi nella comune convinzione che la risorsa cultura sia un bene prezioso per la comprensione del presente e per la progettazione del futuro, anche a partire dalla consapevolezza del proprio passato.

All’Archivio, realizzato con il CMS Museo&Web, reso disponibile dal MiBAC, si può accedere seguendo i percorsi tematici o consultando i contenuti organizzati in testimonianze, fotografie, testi di approfondimento e documenti.

Estremamente interessante la sezione dedicata alle testimonianze in video con Memoro – Banca della Memoria. Chiara Ottaviano, coordinatrice del progetto, spiega che “uno degli aspetti qualificanti dell’Archivio degli Iblei è la raccolta di testimonianze di fonti orali; è un intero secolo raccontato da testimoni e studiosi attraverso ricordi e riflessioni. Fra gli intervistati contadini e casalinghe, minatori e professori, uomini di chiesa e militanti antagonisti, medici e onorevoli, anziani e giovani. Accanto alle testimonianze che si riferiscono alle esperienze personali, considerabili come fonti orali, gli interventi di intellettuali e studiosi offrono spunti di riflessione per la comprensione di un secolo in cui l’umanità ha conosciuto così straordinarie trasformazioni. Nei ricordi dei più anziani una vita quotidiana oggi di difficile immaginazione, segnata  da privazioni e povertà, poca scuola e molto lavoro, tanti i desideri inappagati esauditi poi negli anni di maggior benessere e nella mobilità sociale dei figli”. I diversi percorsi tematici “riguardano sia aspetti della vita quotidiana, come l’alimentazione, la salute e i consumi, i rapporti di genere e i lavori domestici, sia  eventi che hanno segnato la storia del Novecento, come  le guerre mondiali o l’avvento del fascismo.  Al centro dell’attenzione sono anche temi di storia sociale come l’istruzione, la religione, il lavoro nelle sue varie forme e  la politica”.

Invitiamo ad esplorare il sito a partire dalla mappa, da cui possiamo subito evincere la ricchezza di contenuti di questo archivio.

Per meglio far comprendere la tipologia di contenuti presenti nell’archivio digitale, linkiamo qui a uno dei numerosi video presenti nel sito: “Miniminagghi”, la tradizione degli indovinelli, una carrellata di “miniminagghi”, ovvero di indovinelli, una forma di intrattenimento fra amici e in famiglia che presupponeva abilità e arguzia. Per la loro soluzione si presupponeva una condivisione di saperi, oggi perduti, legati ad antichi mestieri e a pratiche in disuso (testimonianza di Antonio Gona).

http://www.memoro.org/it/%22Miniminagghi%22–la-tradizione-degli-indovinelli_11700.html

www.archiviodegliiblei.it

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E’ stata lanciata ieri questa nuova app gratuita realizzata da Europeana dalla quale è possibile a accedere a 350.000 immagini dei seguenti musei con relativa scheda informativa:

  • Royal Botanic Gardens, Edinburgh, UK
  • Rijksmuseum, The Netherlands
  • National Library of Poland
  • The Archaeological Museum, Portugal
  • Bulgarian Academy of Sciences
  • Digital Library of the Spanish Ministry of Defence

Le immagini sono corredate di etichette di metadati in inglese e i contenuti informativi sono nella lingua originaria. Dalla singola scheda si può accedere alla pagina di Wikipedia, se esistente.

All’interno della singola scheda immagine le informazioni sono ripartite nelle sezioni ABOUT (con informazioni tra l’altro sull’autore tratte da un authority file, sulla fonte dell’immagine, sui diritti), WHAT (il titolo dell’opera), WHEN (periodo storico e data specifica), WHO (autore dell’opera), GENERAL LINK (link al sito del museo che ospita l’opera e link all’opera in Europeana).

Come si puo’ vedere dall’immagine soprastante, molte funzionalità sono dedicate al “Social”:

CONNECT: porta su Google, preimpostando la ricerca sul nome dell’autore dell’opera

COMMENT: consente di postare un commento (non è chiaro a chi lo si invia)

SHARE: consente di condividere la pagina su Facebook e Twitter

Dalla home si puo’ accedere a una serie di gallerie tematiche che aggregano immagini su uno stesso argomento:

Peccato che le pagine con le gallerie di immagini siano esteticamente poco attraenti, con i titoli delle rispettive immagini collocati sull’immagine stessa, nemmeno fruibile nella sua interezza.

Vi invitiamo a scaricare la app e a lasciare un  commento da utenti e non da addetti ai lavori sul nostro blog: pensate che questa app possa essere utile? Quando? In che contesto? [MTN]

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Homepage del sito web del MAD

Homepage del sito web del MAD

Oggi vogliamo segnalare MAD, un progetto di didattica museale digitale per la valorizzazione del Museo Archeologico Prospero Grasso di Castel di Iudica.

Si tratta si un interessante progetto portato avanti da studenti e insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Leonardo da Vinci” di Castel di Iudica, un comune di 5000 abitanti in provincia di Catania.

Attraverso il sito web del progetto, è possibile accedere a informazioni sul Museo, sul territorio di Castel di Iudica, sull’area archeologica, con documentazione di approfondimento (brevi testi, fotografie, video).

Consultando la pagina sulla “Scuola” veniamo a sapere che ““INVITO AL MUSEO: DALLA SCUOLA AL WEB” è un ‘Progetto Valutazione e Miglioramento’ monitorato da MIUR/INVALSI. Un percorso triennale di valutazione per il miglioramento della didattica” cui questo istituto aderisce dal 2010.

Nell’anno scolastico 2012-2013 si è data attuazione a questo progetto-pilota curriculare, volto alla promozione della didattica museale digitale e alla valorizzazione del territorio. I risultati del progetto sono visibili attraverso il sito web dedicato, ancora in corso di arricchimento.

In cosa è consistito il progetto? Nella realizzazione di laboratori, uscite didattiche e incontri con esperti.

Hanno preso parte al progetto alunni di diverse classi (II secondaria di primo grado e V primaria) nonché insegnanti di Arte, Lettere, Lingue, Scienze, Storia, Tecnologia, in collaborazione con diverse istituzioni del luogo (museo, soprintendenza, proloco ecc.).

Diversi erano gli scopi del progetto, dichiarati nel sito:

  • conoscere e far conoscere il Museo Civico Archeologico di Castel di Iudica, l’Area Archeologica del Monte Iudica e le bellezze paesaggistiche del territorio
  • imparare a lavorare insieme
  • imparare ad usare le nuove tecnologie per cose divertenti ma anche utili
  • rendere la scuola più attraente per gli alunni
  • imparare ad essere cittadini attivi e trovare insieme una risposta alla domanda: Quale futuro per il nostro passato?

Complimenti per un’iniziativa, da cui traspare la professionalità e l’entusiasmo di tutti coloro che vi hanno partecipato e che potrebbe essere un modello per iniziative analoghe su tutto il territorio italiano! Per ispirarsi, un’ottima fonte è la lettura del diario di bordo. [MTN]

Consulta il sito web

http://www.icscasteldiiudica.gov.it/mad/

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Il secondo principio di qualità di MINERVA afferma che ito web culturale di qualità è in grado di presentare in modo adeguato ai propri utenti contenuti digitali selezionati, indicizzati e controllati; le mostre virtuali online sono uno degli strumenti più efficaci per una comunicazione culturale di grande impatto.

È per tale ragione che accogliamo con piacere il recente volume “Handbook on virtual exhibitions and virtual performances” pubblicato nell’ambito del progetto europeo INDICATE, coordinato dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (ICCU), che si pone come un’autorevole guida per la realizzazione di mostre e performance virtuali.

Gli esperti di digitalizzazione e infrastrutture digitali che hanno lavorato per il consorzio euro-mediterraneo di INDICATE hanno concentrato le loro azioni su tre aspetti del patrimonio culturale digitale: la conservazione a lungo termine, il GIS e le mostre virtuali. Quest’ultimo caso di studio ha fruttato il manuale che si rivolge ai professionisti che operano nella valorizzazione e diffusione delle conoscenze culturali.

Il lavoro nasce dall’incontro tra i linguaggi e i metodi della valorizzazione tradizionale (mostre ed esposizioni realizzate sul territorio) e l’attività di promozione e diffusione della conoscenza fatta at­traverso i codici espressivi propri del web (mostre virtuali online).

Il volume prende in esame sia gli aspetti progettuali di una mostra virtuale che quelli tecnici e di design, e propone linee guida e strumenti concettuali utili al processo di transizione digitale del sistema dei beni cultu­rali.

Un capitolo è dedicato alle performance virtuali, vale a dire la nuova frontiera della virtualizzazione in ambito culturale che consente ad artisti geograficamente distanti anche migliaia di chilometri di poter interagire simultaneamente grazie alle prestazioni che possono fornire reti ad altissima velocità e con capacità di banda fino a 500 Mbps.

Una selezione delle migliori mostre e performance virtuali internazionali completa il volume.Cover of the Handbook on virtual exhibitions

Per chi non si sente a proprio agio con la lingua inglese, segnaliamo anche il volume del 2011 “Mostre virtuali online. Linee guida per la realizzazione”, nato dalla cooperazione tra l’ICCU e l’Istituto centrale per gli archivi (ICAR), in collaborazione con l’Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali (OTEBAC) che ha costituito il nucleo sul quale si è sviluppato il volume europeo. Entrambi i titoli sono scaricabili gratuitamente in formato .pdf. [MP]

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  In occasione della Settimana della Cultura l’Archivio Centrale dello Stato ha avviato nel proprio sito istituzionale il modulo di e-commerce per la vendita on line di riproduzioni digitali di singoli documenti, fascicoli, fotografie, realizzato in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane/Otebac, all’interno del progetto Museo & Web.

Tale modulo sarà a breve integrato nella piattaforma e sarà disponibile per tutti gli utilizzatori del popolare  CMS utilizzato da molte istituzioni culturali (musei, archivi, biblioteche).

Il grande patrimonio iconografico e documentale dell’Archivio Centrale dello Stato inizia ad essere a disposizione di tutti con un catalogo on-line che al momento consta di oltre 20.000 oggetti digitali.

In progressiva implementazione, esso riproduce fotografie, singoli documenti e unità archivistiche, da utilizzare a scopo personale e di studio, in formati ad alta e bassa risoluzione.

Le riproduzioni sono tratte dai complessi archivistici:

  • Prima Guerra Mondiale
  • Mostra della Rivoluzione Fascista
  • Partito Nazionale Fascista, Attività del Duce
  • Osvaldo Civirani
  • Crescente (Archivio fotografifico italiano) 1948-1965
  • Elisabetta Chambers
  • Casellario Politico Centrale
  • Ministero delle Armi e Munizioni, Archivio fotografico.

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Il 9 maggio, il Giorno della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi, è stato inaugurato alla presenza del Presidente della Repubblica il portale della Rete degli archivi per non dimenticare. È chiaro che questa volta non stiamo parlando di un vero e proprio museo digitale, ma di un eccellente esempio di come la valorizzazione delle fonti documentali possa sposarsi con l’impegno civile.

Homepage del portale Rete degli archivi per non dimenticare

L’iniziativa non è del tutto nuova perché è stata avviata nel 2005 dal Centro di documentazione archivio Flamigni per rendere disponibile al grande pubblico il materiale esistente sui temi del terrorismo, delle stragi e della violenza politica e mafiosa. Questa seconda tappa del progetto prevede l’integrazione del portale all’interno del Sistema Archivistico Nazionale (SAN) e l’arricchimento della rete degli enti aderenti, ben 47.

La documentazione censita e raccolta dalla coordinatrice del progetto Ilaria Moroni  e pubblicata nella ‘Guida alle fonti per una storia ancora da scrivere’ (Roma, ICPAL 2010) è copiosa e ben organizzata. Ciò che stupisce di più non è solo l’esaustiva rassegna stampa a partire dal 1962 o la galleria multimediale dei documenti audio e video, ma il vedere in sequenza l’impressionante catena di stragi e delitti dei nostri ultimi 50 anni di storia e il ‘muro della memoria’ delle 379 vittime di violenza politica [MP].

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Da anni ormai, grazie al prezioso lavoro svolto dal progetto MINERVA ci occupiamo di supportare le istituzioni culturali (musei, archivi, biblioteche) nella realizzazione di siti web di qualità.

Non abbiamo mai affrontato seriamente però la problematica del SEO: da qui l’esigenza di approfondire l’argomento sul quale esiste innumerevole letteratura in rete e pubblicazioni tradizionali. Se trovate questo post interessante e avete delle esperienze da raccontare, vi invitiamo a postare dei messaggi per arricchire la discussione e approfondire le vicendevoli conoscenze…

Innanzitutto: cosa significa SEO? E’ un acronimo che sta per “Search Engine Optimization” ovvero “ottimizzazione per i motori di ricerca”, intendendo cioè l’insieme delle attività per migliorare il posizionamento di una pagina web nei risultati forniti da un motore di ricerca.

E’ un’attività che si è sviluppata nel settore del marketing e numerosi esperti del SEO ne hanno fatto una vera e propria professione.

Proveremo in questo breve post a sintetizzare alcune definizioni e una serie di regole basiche da applicare al proprio sito per cercare di migliorare le prestazioni del motore di ricerca, pur non essendo dei professionisti della materia, ma basando queste breve considerazioni sull’esperienza quotidiana sui siti web culturali.

Risultati di una ricerca su Google digitando “musei italiani”

Risultati di una ricerca su Google digitando “musei italiani”

 

DEFINIZIONI

Innanzitutto è opportuno distinguere tra “ottimizzazione on-page” (quella che viene effettuata direttamente sulle pagine web) e “ottimizzazione off-page (quella che viene effettuata all’esterno del sito web. In questo post ci occuperemo della prima.

SERP è un acronimo che sta per “Search Engine Results Page” e che indica la pagina che viene mostrata a un utente con i risultati della sua ricerca.

Il motore di ricerca (search engine) è un sito web che consente all’utente di effettuare delle ricerche tra le pagine web incluse nel suo indice. Google, è ben noto, è il motore di ricerca più usato al mondo, esistono però anche altri motori di ricerca, anche a livello italiano, come Arianna, Excite Italia, Il TrovatoreSetaccio, Tiscali, Kataweb, MSN Search, Virgilio, Yahoo Italia.

Le ricerche vengono effettuate dagli spider (detti anche bot, robot o crawler), veri e propri agenti del motore di ricerca che, come ragni, esplorano il web per recuperare contenuti e informazioni. Il processo di recupero delle informazioni da parte degli agenti dei motori di ricerca viene detto parsing.

Ogni pagina web assume un certo valore per un motore di ricerca. Google, in base a un algoritmo specifico, assegna un valore, detto PageRank (un voto da 1 a 10), a ogni pagina web indicizzata. Tanto più un sito è visitato attraverso link provenienti da siti famosi e autorevoli, tanto più è alto il PageRank. Quanto più il PageRank è basso, tanto più è necessaria un’attività di SEO. 1-3 viene considerato un valore medio-basso, 4-6 medio alto, 7-10 alto.

Come verificare il PageRank delle pagine del proprio sito ? Installando la Toolbar di Google nel proprio browser.

Google Toolbar con il PageRank Meter

Google Toolbar con il PageRank Meter

Volendo fare un esempio, alla data di oggi la homepage del sito della Galleria nazionale d’arte moderna (http://www.gnam.beniculturali.it/) ha un PR di 6/10, quello del Victoria & Albert Museum di Londra (http://www.vam.ac.uk/) di 8/10, quella del Polo museale fiorentino (http://www.uffizi.firenze.it/) 7/10. Ugualmente alla data di oggi, il sito di Europeana (http://www.europeana.eu) ha un PR di 10/10, quello di youtube (http://www.youtube.com) di (9/10). Non vi è ombra di dubbio che Youtube sia un sito molto più visitato di Europeana, però quest’ultima ha centinaia di link provenienti da siti web istituzionali molto autorevoli.

REGOLE DA SEGUIRE

Elenchiamo una serie di regole da seguire nella redazione di pagine web per favorire il SEO. L’applicazione di queste regole prescinde dalla conoscenza approfondita di linguaggi informatici, ma presuppone una conoscenza basica del linguaggio HTML.

  • Cura attentamente il titolo (tag title) delle pagine web. Il titolo deve essere breve e corrispondere al contenuto della pagina. E’ auspicabile che al suo interno comprenda l’oggetto della pagina cui si riferisce. Il title deve essere diverso per ogni pagina, pena il rischio che le pagine non vengano indicizzate. Un titolo pertinente è utile sia per il motore di ricerca sia per l’utente finale. Generalmente non dovrebbe superare i 40 caratteri e dovrebbe essere scritto in un linguaggio chiaro, senza parole inutili o ambigue. Se possibile, è meglio evitare gli articoli ma includere parole corrispondenti alle keywords, possibilmente mettendo all’inizio quella più importante. Nel caso di presenza di acronimi, è bene inserire sia l’acronimo che il nome sciolto.

(Qualche esempio: il title della homepage dei Musei Vaticani (http://www.museivaticani.va/) recita: Musei Vaticani – Sito ufficiale; quello del MoMA (http://www.moma.org/): MoMA – The Museum of Modern Art, ma incredibilmente quello della pagina del Guggenheim (http://www.guggenheim.org): solo New York.

  • Compila i metatag, ovvero delle microinformazioni nascoste nel codice della pagina web e non visibili all’utente finale, ma pane quotidiano per i robot, in particolare le tag keywords (parole chiave) e description (descrizione). Le parole chiave (metatag keywords) servono a  definire la tua istituzione e i suoi servizi, sia nel linguaggio istituzionale che in quello utilizzato dall’utente. Ogni pagina dovrebbe avere le proprie parole chiave. Impara dalla rete: nella campagna presidenziale 2008 del presidente Obama, venne indicato tra le parole chiave non solo il nome corretto ma anche le diverse pronunce del nome: “Barck, Barek, Barak, Barrack, Barrak, Obma, Barack”. Pensa ad esempio quante volte, un utente digita “bilbioteca” anziché “biblioteca, oppure “archeology” anciché “archaeology”. L’analisi delle parole chiave deve essere attenta e ragionata e richiede non poco tempo. Le keyword devono essere pertinenti al contenuto della pagina per non fuorviare il motore di ricerca. E’ consigliabile separare le parole chiave tramite una virgola.

 E’ bene che le keyword individuate per i metatag corrispondano ai termini significativi all’interno della pagina web. Quante più parole chiave sono presenti nel codice sorgente della pagina, specie tra le prime duecento parole, tanto più aumenta la prominenza di questa rispetto ad altri contenuti. Tanto maggiore è la prossimità tra le parole chiave, tanto migliore sarà il posizionamento nelle SERP.

La percentuale di concentrazione delle parole chiave rispetto ad altri termini in una pagina web è detta peso. Questo cresce con il crescere delle parole chiave e il decrescere delle parole normali e si può calcolare attraverso la formula: numero di parole nella keyword x frequenza / totale delle parole nella pagina).

La descrizione (metatag description) deve essere breve e possibilmente includere delle parole chiave. Deve essere diversa da pagina a pagina.

  • Utilizza i tag di intestazione (tag H1, H2, H3, ecc.), considerando che essi non vanno utilizzati a fine estetico, ma per dare il giusto peso ai diversi elementi del testo. Il codice HTML rende disponibili tre livelli di intestazione, comunque in genere tre sono sufficienti.
  • Usa il grassetto nel testo per attirare l’attenzione del lettore su una determinata parola. Nel codice HTML, il grassetto corrispondente al tag <strong> ha un vero e proprio valore semantico, che viene riconosciuto dal motore di ricerca. Non bisogna però abusarne, altrimenti si ottiene l’effetto contrario.
  • Usa sempre l’attributo ALT per le immagini, un elemento del tag <img>. L’attributo ALT è importantissimo e serve a descrivere in modo significativo e sintetico il contenuto dell’immagine (possibilmente non più di cinque parole di senso compiuto). Attenzione: l’attributo ALT non va confuso con il tag <title>, che ha lo scopo di fornire all’utente un tooltip, ovvero un’informazione aggiuntiva quando passa con il mouse sopra un’immagine.
  • Cura il peso della pagina e ottimizza le immagini. I robot tengono anche conto della dimensione della pagine in kilobytes. Lo spider si rifiuta di esplorare una pagina molto pesante.
  • Fai attenzione alla denominazione dei file (file naming), che viene attentamente valutata dai motori di ricerca. La denominazione di un file deve rispecchiarne il contenuto. E’ opportuno, in base alle proprie esigenze, crearsi uno schema con le norme redazionali per la denominazione dei file. Questa procedura non è utile solamente ai fini del SEO, ma anche per ritrovare i file all’interno del repository del sito. Gli esperti consigliano di utilizzare sempre e solo le minuscole e di separare le parole con il trattino basso “parola_parola”, lasciano l’uso del trattino piccolo alle parole composte (ad esempio “tecnico-scientifico”.
  • Sfrutta le potenzialità offerte dall’ ipertesto. Questo termine, coniato da Ted Nelson nel 1963, identifica una scrittura reticolare, con il testo che si dirama e consente al lettore di scegliere il proprio percorso. Il web consente un’organizzazione dell’informazione attraverso una struttura non sequenziale reticolare, caratterizzata da un insieme di unità informative (i nodi) e da un insieme di collegamenti (link) che da un nodo permettono di passare a uno o più nodi. In parole povere, attraverso i link gli utenti possono passare da una pagina all’altra del sito (link interni o relativi) oppure passare a una pagina esterna al sito (link esterni). Attraverso l’utilizzo intelligente dei link, il redattore deve cercare di trattenere l’utente nel proprio sito quanto più possibile.
  • Nel caso di sito multilingue tieni conto che il motore di ricerca indicizza le pagine in base alla lingua della ricerca, ovvero se un utente esegue una ricerca in italiano, il motore di ricerca restituisce pagine in italiano, se effettua la ricerca in francese restituisce pagine in francese e così via. Qualcuno potrebbe pensate che inserire nei titoli più lingue potrebbe condurre a risultati migliori, ma invece non è così.
  • L’età di un dominio ha un enorme valore, tanto più un dominio è datato, tanto più viene valutato positivamente dal motore di ricerca. Per verificare l’età di un dominio, si può consultare il sito del registro italiano dei domini (http://www.nic.it) oppure il registro internazionale dei nomi di dominio (http://www.internic.com).

Concludiamo, affermando che un’attività di SEO, seppur minima ed effettuata artigianalmente, richiede molto tempo e lunghe riflessioni. Inoltre, è bene essere consapevoli, che i risultati non sono immediati ma possono essere evidenti dopo settimane o addirittura mesi. Il consiglio è di dedicarsi periodicamente a quest’attività, valutando di volta in volta i risultati conseguiti. [MTN]

Per approfondire:  Davide Vasta, SEO: Ottimizzazione web per motori di ricerca, Apogeo, 2009.

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