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ClothesTellStories_homeÈ da poco online un interessante sito dedicato ai professionisti dei musei che studiano, interpretano e conservano l’abbigliamento del passato, Clothes Tell Stories.

Curato dall’International Committee for Museums and Collections of Costume dell’ICOM, l’International Council of Museums, Clothes Tell Stories è un sito di aiuto e ispirazione per chiunque lavori nell’ambito del costume storico, in particolare per i piccoli musei che non hanno al proprio interno professionalità appositamente formate. Tutti gli aspetti della gestione di una collezione di abiti sono considerati in questo sito: le terminologie, le tecniche di allestimento, il collezionismo, il corretto immagazzinamento, la movimentazione e molto altro.

Semplice ma accattivante nella grafica, Clothes Tell Stories presenta due sezioni principali: Resources, che reindirizza alle Linees guida, alla Terminologia e alle Pubblicazioni dell’International Committee for Museums and Collections of Costume, e Workbook, che invece raccoglie una serie di contributi più o meno articolati su temi specifici scelti dagli specialisti membri del Comitato; in quest’ultima sezione sono raccolte le storie cui fa riferimento il nome del sito: gli abiti prendono vita e raccontano dell’opulenza di imperatori e delle ristrettezze nell’abbigliamento nella ex Unione Sovietica, di rivolte contro dittatori e persino dell’arrivo della prima giraffa in Francia nel 1826!

Testata del sito web Archivio degli Iblei

L ‘ Archivio degli Iblei è  un progetto per la valorizzazione del patrimonio storico, paesaggistico, documentario e iconografico degli Iblei, il territorio a sud est della Sicilia tra il Ragusano e il Siracusano. Ha avuto la sua origine in progettoterramatta.it.

Vuole essere un punto di riferimento per chi opera nel territorio, un’occasione di visibilità oltre i confini regionali e nazionali, un originale esempio di positiva collaborazione fra enti e soggetti diversi nella comune convinzione che la risorsa cultura sia un bene prezioso per la comprensione del presente e per la progettazione del futuro, anche a partire dalla consapevolezza del proprio passato.

All’Archivio, realizzato con il CMS Museo&Web, reso disponibile dal MiBAC, si può accedere seguendo i percorsi tematici o consultando i contenuti organizzati in testimonianze, fotografie, testi di approfondimento e documenti.

Estremamente interessante la sezione dedicata alle testimonianze in video con Memoro – Banca della Memoria. Chiara Ottaviano, coordinatrice del progetto, spiega che “uno degli aspetti qualificanti dell’Archivio degli Iblei è la raccolta di testimonianze di fonti orali; è un intero secolo raccontato da testimoni e studiosi attraverso ricordi e riflessioni. Fra gli intervistati contadini e casalinghe, minatori e professori, uomini di chiesa e militanti antagonisti, medici e onorevoli, anziani e giovani. Accanto alle testimonianze che si riferiscono alle esperienze personali, considerabili come fonti orali, gli interventi di intellettuali e studiosi offrono spunti di riflessione per la comprensione di un secolo in cui l’umanità ha conosciuto così straordinarie trasformazioni. Nei ricordi dei più anziani una vita quotidiana oggi di difficile immaginazione, segnata  da privazioni e povertà, poca scuola e molto lavoro, tanti i desideri inappagati esauditi poi negli anni di maggior benessere e nella mobilità sociale dei figli”. I diversi percorsi tematici “riguardano sia aspetti della vita quotidiana, come l’alimentazione, la salute e i consumi, i rapporti di genere e i lavori domestici, sia  eventi che hanno segnato la storia del Novecento, come  le guerre mondiali o l’avvento del fascismo.  Al centro dell’attenzione sono anche temi di storia sociale come l’istruzione, la religione, il lavoro nelle sue varie forme e  la politica”.

Invitiamo ad esplorare il sito a partire dalla mappa, da cui possiamo subito evincere la ricchezza di contenuti di questo archivio.

Per meglio far comprendere la tipologia di contenuti presenti nell’archivio digitale, linkiamo qui a uno dei numerosi video presenti nel sito: “Miniminagghi”, la tradizione degli indovinelli, una carrellata di “miniminagghi”, ovvero di indovinelli, una forma di intrattenimento fra amici e in famiglia che presupponeva abilità e arguzia. Per la loro soluzione si presupponeva una condivisione di saperi, oggi perduti, legati ad antichi mestieri e a pratiche in disuso (testimonianza di Antonio Gona).

http://www.memoro.org/it/%22Miniminagghi%22–la-tradizione-degli-indovinelli_11700.html

www.archiviodegliiblei.it

E’ stata lanciata ieri questa nuova app gratuita realizzata da Europeana dalla quale è possibile a accedere a 350.000 immagini dei seguenti musei con relativa scheda informativa:

  • Royal Botanic Gardens, Edinburgh, UK
  • Rijksmuseum, The Netherlands
  • National Library of Poland
  • The Archaeological Museum, Portugal
  • Bulgarian Academy of Sciences
  • Digital Library of the Spanish Ministry of Defence

Le immagini sono corredate di etichette di metadati in inglese e i contenuti informativi sono nella lingua originaria. Dalla singola scheda si può accedere alla pagina di Wikipedia, se esistente.

All’interno della singola scheda immagine le informazioni sono ripartite nelle sezioni ABOUT (con informazioni tra l’altro sull’autore tratte da un authority file, sulla fonte dell’immagine, sui diritti), WHAT (il titolo dell’opera), WHEN (periodo storico e data specifica), WHO (autore dell’opera), GENERAL LINK (link al sito del museo che ospita l’opera e link all’opera in Europeana).

Come si puo’ vedere dall’immagine soprastante, molte funzionalità sono dedicate al “Social”:

CONNECT: porta su Google, preimpostando la ricerca sul nome dell’autore dell’opera

COMMENT: consente di postare un commento (non è chiaro a chi lo si invia)

SHARE: consente di condividere la pagina su Facebook e Twitter

Dalla home si puo’ accedere a una serie di gallerie tematiche che aggregano immagini su uno stesso argomento:

Peccato che le pagine con le gallerie di immagini siano esteticamente poco attraenti, con i titoli delle rispettive immagini collocati sull’immagine stessa, nemmeno fruibile nella sua interezza.

Vi invitiamo a scaricare la app e a lasciare un  commento da utenti e non da addetti ai lavori sul nostro blog: pensate che questa app possa essere utile? Quando? In che contesto? [MTN]

Homepage del sito web del MAD

Homepage del sito web del MAD

Oggi vogliamo segnalare MAD, un progetto di didattica museale digitale per la valorizzazione del Museo Archeologico Prospero Grasso di Castel di Iudica.

Si tratta si un interessante progetto portato avanti da studenti e insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Leonardo da Vinci” di Castel di Iudica, un comune di 5000 abitanti in provincia di Catania.

Attraverso il sito web del progetto, è possibile accedere a informazioni sul Museo, sul territorio di Castel di Iudica, sull’area archeologica, con documentazione di approfondimento (brevi testi, fotografie, video).

Consultando la pagina sulla “Scuola” veniamo a sapere che ““INVITO AL MUSEO: DALLA SCUOLA AL WEB” è un ‘Progetto Valutazione e Miglioramento’ monitorato da MIUR/INVALSI. Un percorso triennale di valutazione per il miglioramento della didattica” cui questo istituto aderisce dal 2010.

Nell’anno scolastico 2012-2013 si è data attuazione a questo progetto-pilota curriculare, volto alla promozione della didattica museale digitale e alla valorizzazione del territorio. I risultati del progetto sono visibili attraverso il sito web dedicato, ancora in corso di arricchimento.

In cosa è consistito il progetto? Nella realizzazione di laboratori, uscite didattiche e incontri con esperti.

Hanno preso parte al progetto alunni di diverse classi (II secondaria di primo grado e V primaria) nonché insegnanti di Arte, Lettere, Lingue, Scienze, Storia, Tecnologia, in collaborazione con diverse istituzioni del luogo (museo, soprintendenza, proloco ecc.).

Diversi erano gli scopi del progetto, dichiarati nel sito:

  • conoscere e far conoscere il Museo Civico Archeologico di Castel di Iudica, l’Area Archeologica del Monte Iudica e le bellezze paesaggistiche del territorio
  • imparare a lavorare insieme
  • imparare ad usare le nuove tecnologie per cose divertenti ma anche utili
  • rendere la scuola più attraente per gli alunni
  • imparare ad essere cittadini attivi e trovare insieme una risposta alla domanda: Quale futuro per il nostro passato?

Complimenti per un’iniziativa, da cui traspare la professionalità e l’entusiasmo di tutti coloro che vi hanno partecipato e che potrebbe essere un modello per iniziative analoghe su tutto il territorio italiano! Per ispirarsi, un’ottima fonte è la lettura del diario di bordo. [MTN]

Consulta il sito web

http://www.icscasteldiiudica.gov.it/mad/

Queste poche righe sono per segnalare un altro blog, Marketing Culturale. Cosa mi ha colpito? Un titolo, innanzitutto: “Marketing e cultura: Quando la domanda incontra l’offerta. Un caso pratico (parte II)”. L’espressione “caso pratico” ha un grande fascino per chi, come me, ama la concretezza e soprattutto conosce poco il marketing culturale. E c’è ben altro nel blog, un piano editoriale definito e testi articolati e chiari. Fuori l’autore! [MP]

IMG_1240Segnaliamo questo workshop, organizzato dal Gruppo di lavoro Servizi innovativi dell’Associazione europea Michael Culture nell’ambito del progetto europeo Athena Plus, coordinato dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane, che si terrà il 2o marzo 2013 presso la Saletta Conferenze della Biblioteca nazionale centrale di Roma in viale del Castro Pretorio, 105.

L’Europa è la prima destinazione turistica al mondo: nel 2010, è stata visitata da quasi mezzo miliardo di turisti.

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione hanno permesso lo sviluppo di nuovi servizi nel settore del turismo culturale, passando da un’offerta tradizionale a nuovi modi di fruire le risorse culturali: il turismo digitale sta offrendo grandi opportunità di rinnovamento e arricchimento delle esperienze dei visitatori: adattamento alle tecnologie e agli usi, collegamento con i social media, geolocalizzazione, mobilità.

Dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale, questo workshop, IN LINGUA INGLESE, mira a presentare alcune esperienze a livello europeo e a dibattere sulle tematiche del turismo digitale in Europa.

Il workshop si rivolge agli operatori dei settori Cultura, Turismo, Nuove tecnologie e Servizi innovativi.

PROGRAMMA E CEDOLA DI REGISTRAZIONE

Il secondo principio di qualità di MINERVA afferma che ito web culturale di qualità è in grado di presentare in modo adeguato ai propri utenti contenuti digitali selezionati, indicizzati e controllati; le mostre virtuali online sono uno degli strumenti più efficaci per una comunicazione culturale di grande impatto.

È per tale ragione che accogliamo con piacere il recente volume “Handbook on virtual exhibitions and virtual performances” pubblicato nell’ambito del progetto europeo INDICATE, coordinato dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (ICCU), che si pone come un’autorevole guida per la realizzazione di mostre e performance virtuali.

Gli esperti di digitalizzazione e infrastrutture digitali che hanno lavorato per il consorzio euro-mediterraneo di INDICATE hanno concentrato le loro azioni su tre aspetti del patrimonio culturale digitale: la conservazione a lungo termine, il GIS e le mostre virtuali. Quest’ultimo caso di studio ha fruttato il manuale che si rivolge ai professionisti che operano nella valorizzazione e diffusione delle conoscenze culturali.

Il lavoro nasce dall’incontro tra i linguaggi e i metodi della valorizzazione tradizionale (mostre ed esposizioni realizzate sul territorio) e l’attività di promozione e diffusione della conoscenza fatta at­traverso i codici espressivi propri del web (mostre virtuali online).

Il volume prende in esame sia gli aspetti progettuali di una mostra virtuale che quelli tecnici e di design, e propone linee guida e strumenti concettuali utili al processo di transizione digitale del sistema dei beni cultu­rali.

Un capitolo è dedicato alle performance virtuali, vale a dire la nuova frontiera della virtualizzazione in ambito culturale che consente ad artisti geograficamente distanti anche migliaia di chilometri di poter interagire simultaneamente grazie alle prestazioni che possono fornire reti ad altissima velocità e con capacità di banda fino a 500 Mbps.

Una selezione delle migliori mostre e performance virtuali internazionali completa il volume.Cover of the Handbook on virtual exhibitions

Per chi non si sente a proprio agio con la lingua inglese, segnaliamo anche il volume del 2011 “Mostre virtuali online. Linee guida per la realizzazione”, nato dalla cooperazione tra l’ICCU e l’Istituto centrale per gli archivi (ICAR), in collaborazione con l’Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali (OTEBAC) che ha costituito il nucleo sul quale si è sviluppato il volume europeo. Entrambi i titoli sono scaricabili gratuitamente in formato .pdf. [MP]

Il Dipartimento della Funzione Pubblica, ha istituito il GLU (GRUPPO DI LAVORO PER L’USABILITÀ), riunitosi per la prima volta lo scorso 2 ottobre, con la partecipazione di rappresentanti delle redazioni di PA centrali e territoriali, di università, centri di ricerca e società di servizi informatici. Del gruppo fanno parte anche rappresentanti del Ministero per i beni e delle attività culturali e dell’Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali.

L’obiettivo è censire le esperienze di usabilità presenti nelle amministrazioni pubbliche e mettere a punto, con la collaborazione di esperti e ricercatori, un protocollo a supporto della realizzazione da parte delle Redazioni web pubbliche, di test di usabilità empirici a basso costo, in linea con gli indirizzi sull’usabilità delle Linee Guida per i siti web delle PA.

La partecipazione alla discussione è aperta a tutti previa iscrizione, gratuita, al Forum presente sul sito, “Usabilità ABC (A Basso Costo)”, dove per “basso costo” si intendono risorse limitate ma tecniche controllate e attendibili.

Il Forum, rivolto ai redattori web dei siti istituzionali (comunicatori, operatori URP, giornalisti pubblici), agli esperti (webmaster, web designer, web content manager) e ai professionisti (pubblici e privati) delle tecniche di usabilità, vuole introdurre nella cassetta degli attrezzi professionali delle Redazioni web la pratica della valutazione e misurazione, a basso costo, della qualità dell’interazione degli utenti con i siti web, al fine di migliorare  la cosiddetta “user experience”.

Obiettivo è mettere a fattor comune le esperienze di pratica dell’usabilità diffuse e sommerse nelle redazioni web dei siti pubblici, per definirne la sostanza metodologica e diffondere la cultura dall’usabilità.

Nel frattempo è on line la Bussola della Trasparenza che consente già oggi alle Pubbliche Amministrazioni e ai cittadini di utilizzare strumenti per l’analisi ed il monitoraggio dei siti web e il cui principale obiettivo è accompagnare le amministrazioni, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, nel miglioramento continuo della qualità delle informazioni on line e dei servizi digitali.

Un’interessante introduzione non tecnica, di facile comprensione, sotto forma di video, a:  Linked Data, Google’s Knowledge Graph, and Facebook’s Open Graph Protocol. Realizzato daManu Sporny, 2012 (in lingua inglese).

Progettato per bibliotecari e personale bibliotecario, questo manuale – Getting Started with XML: A Manual and Workshop – scritto da Eric Lease Morgan (Head of the Digital Access and Information Architecture Department at the University Libraries of Notre Dame)  nel 2004, introduce al linguaggio XML (Extensible Markup Language) attraverso esempi, dimostrazioni ed esercitazioni pratiche.

Attraverso questo strumento, sarà possibile valutare l’utilizzo di XML per rendere i dati e le informazione della propria biblioteca più accessibili agli utenti e ai computer. Gli esempi includono il valore aggiunto per i testi elettronici, la creazione  di strumenti di ricerca d’archivio, e la realizzazione di pagine web standard conformi.

Al termine della lettura, sarà possibile:

  1. conoscere le sette regole che disciplinano la sintassi dei documenti XML;
  2. creare il proprio linguaggio di marcatura XML;
  3. scrivere documenti in XML utilizzando un editor di testo e convalidarli utilizzando un browser Web;
  4. definire dei layout e utilizzare tecniche tipografiche nei documenti XML utilizzando i fogli di stile CSS;
  5. creare documenti XML semplici, utilizzando una serie di vocabolari standard XML importanti per le biblioteche, quali XHTML, TEI, ed EAD
  6. comprendere l’importanza dell’XML per le biblioteche.

Il manuale è consultabile al link seguente:

http://infomotions.com/musings/getting-started/getting-started.pdf