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Compendio regionale sulla catalogazione

L’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) ha recentemente pubblicato online il Compendio Regionale sulla Catalogazione per offrire a catalogatori e operatori del settore dei beni culturali una piattaforma web dove trovare informazioni sugli enti che svolgono attività di catalogazione in Italia, i loro progetti e i loro sistemi informativi.

L’iniziativa è compartecipata da Stato e Regioni e ha la finalità di promuovere azioni coordinate a livello nazionale e far emergere le iniziative migliori nel campo della catalogazione del patrimonio culturale.

Le informazioni contenute nel Compendio sono molte e dettagliate per regione: normativa, statistiche, referenti locali, ecc. La parte più interessante è compresa nella sezione “Approfondimenti” che contiene dei documenti di estrema utilità per funzionari pubblici e catalogatori. Il primo si intitola “Schema per la definizione di linee guida per la quantificazione economica dei progetti di produzione catalografica” e fornisce indicazioni e criteri di riferimento per la valutazione dei progetti di catalogazione e per la determinazione del prezzo degli interventi (base d’asta), con particolare attenzione ai casi in cui è necessario appaltare il lavoro a soggetti esterni, siano essi singoli professionisti o società.

Il secondo documento è un’indagine sulla produzione e sui prezzi della catalogazione in Italia con le relative tariffe regionali per la produzione di alcune specifiche schede di catalogo: A – beni immobili architettonici; RA – beni mobili archeologici; OA – beni di interesse storico-artistico; BDM – beni materiali di interesse demo-etno-antropologico; BDI – beni immateriali di interesse demo-etno-antropologico. Questo testo sarà un punto di riferimento fondamentale per la definizione del rapporto di lavoro e del trattamento salariale dei catalogatori. [MP]

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Old Weather è un progetto curato dalla Citizen Science Alliance, una collaborazione transatlantica tra università e musei dedicata a coinvolgere il cittadino comune nelle ricerche scientifiche.

Leggiamo nella homepage del sito:

Aiutate i ricercatori a raccogliere le osservazioni meteorologiche a livello mondiale fatte dalle navi della Royal Navy ai tempi della Prima guerra mondiale. Le vostre trascrizioni contribuiranno a definire delle proiezioni di modelli climatici e ad arricchire il database delle variazioni meteorologiche. Gli storici utilizzeranno il vostro lavoro per registrare i movimenti delle navi nel passato e le storie delle persone a bordo.

Il progetto si prefigge quindi, tramite la collaborazione degli utenti, di contribuire a identificare misurazioni meteorologiche per costruire modelli climatici futuri sulla base delle esperienze del passato e di scoprire a quali imbarcazioni appartenessero una serie di giornali di bordo e come questi dati possano alimentare la conoscenza.

Se Darwin sulla Beagle raccolse migliaia di informazioni utili per le sue ricerche zoologiche, il capitano della nave, Robert Fitzroy, registrò anche le variazioni climatiche osservate durante il viaggio. E così fecero capitani e ufficiali di tutte le imbarcazioni che solcavano i sette mari. Se si riuscissero a raccogliere migliaia di punti registrati nei giornali di bordo nei diversi periodi, si potrebbero realizzare mappe meteorologiche 3D e identificare pattern e variazioni climatiche estreme.

Il contributo umano nella trascrizione dei giornali di bordo è fondamentale, dal momento che per i computer è difficile interpretare testi manoscritti. La scrittura a mano è spesso confusa e può essere mal interpretata. Peraltro un lavoro così impegnativo con uno staff limitato sarebbe irrealizzabile in tempi accettabili.

Ecco quindi perché l’idea di un progetto di crowdsourcing. Quante più persone contribuiranno all’analisi dei giornali di bordo, tanto più sarà possibile correggere gli errori e aggiungere un maggior grado di accuratezza. Trascrizioni ripetute dei giornali di bordo consentiranno di correggere errori fatti da altri. L’utente inoltre potrà arricchire i contenuti con i propri ricordi: incontri con altre navi, iceberg aerei, vulcani, membri dell’equipaggio…

I dati forniti dagli utenti verranno processati dal team scientifico e quelli ritenuti validi contribuiranno ad arricchire i database internazionali con le registrazioni storiche delle variazioni atmosferiche e verranno resi accessibili anche a scienziati, geografi, storici e al pubblico interessato. [MTN]

Sito Web del progetto
http://www.oldweather.org/

Video sull’utilità del crowsourcing

http://vimeo.com/15193513

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Un gruppo congiunto di esperti storici del costume, del tessuto e della moda nonché di funzionari dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione del Ministero per i beni e le attrività culturali ha redatto un lemmario per la schedatura dell’abito e degli elementi vestimentari, prodotto su CD-ROM per una rapida consultazione, che costituisce la guida lessicale per la compilazione delle voci specifiche del tracciato della Scheda VeAC (Vestimenti antichi e moderni), in sperimentazione (per la visualizzazione del tracciato, registrarsi nel sito dell’ICCD).
Il lemmario è ricco di illustrazioni che potranno aiutare il catalogatore nella terminologia da usare.
“La scelta dei lemmi risponde a un criterio convenzionale, ma non arbitrario”, essendo stati privilegiati termini radicati nell’uso.
Si tratta senz’altro di uno strumento importantissimo per la catalogazione di un materiale così complesso e difforme come quello dell’abito e dei diversi capi d’abbigliamento.
Auspichiamo, che data l’importanza di questo risultato, il lemmario possa essere anche reso disponibile online dalle istituzioni responsabili.

La scheda VeAC e il lemmario sono stati presentati il 17 febbraio 2010 nel Salone dell’Ercole della Galleria nazionale d’arte moderna a Roma. [MTN]

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