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Old Weather è un progetto curato dalla Citizen Science Alliance, una collaborazione transatlantica tra università e musei dedicata a coinvolgere il cittadino comune nelle ricerche scientifiche.

Leggiamo nella homepage del sito:

Aiutate i ricercatori a raccogliere le osservazioni meteorologiche a livello mondiale fatte dalle navi della Royal Navy ai tempi della Prima guerra mondiale. Le vostre trascrizioni contribuiranno a definire delle proiezioni di modelli climatici e ad arricchire il database delle variazioni meteorologiche. Gli storici utilizzeranno il vostro lavoro per registrare i movimenti delle navi nel passato e le storie delle persone a bordo.

Il progetto si prefigge quindi, tramite la collaborazione degli utenti, di contribuire a identificare misurazioni meteorologiche per costruire modelli climatici futuri sulla base delle esperienze del passato e di scoprire a quali imbarcazioni appartenessero una serie di giornali di bordo e come questi dati possano alimentare la conoscenza.

Se Darwin sulla Beagle raccolse migliaia di informazioni utili per le sue ricerche zoologiche, il capitano della nave, Robert Fitzroy, registrò anche le variazioni climatiche osservate durante il viaggio. E così fecero capitani e ufficiali di tutte le imbarcazioni che solcavano i sette mari. Se si riuscissero a raccogliere migliaia di punti registrati nei giornali di bordo nei diversi periodi, si potrebbero realizzare mappe meteorologiche 3D e identificare pattern e variazioni climatiche estreme.

Il contributo umano nella trascrizione dei giornali di bordo è fondamentale, dal momento che per i computer è difficile interpretare testi manoscritti. La scrittura a mano è spesso confusa e può essere mal interpretata. Peraltro un lavoro così impegnativo con uno staff limitato sarebbe irrealizzabile in tempi accettabili.

Ecco quindi perché l’idea di un progetto di crowdsourcing. Quante più persone contribuiranno all’analisi dei giornali di bordo, tanto più sarà possibile correggere gli errori e aggiungere un maggior grado di accuratezza. Trascrizioni ripetute dei giornali di bordo consentiranno di correggere errori fatti da altri. L’utente inoltre potrà arricchire i contenuti con i propri ricordi: incontri con altre navi, iceberg aerei, vulcani, membri dell’equipaggio…

I dati forniti dagli utenti verranno processati dal team scientifico e quelli ritenuti validi contribuiranno ad arricchire i database internazionali con le registrazioni storiche delle variazioni atmosferiche e verranno resi accessibili anche a scienziati, geografi, storici e al pubblico interessato. [MTN]

Sito Web del progetto
http://www.oldweather.org/

Video sull’utilità del crowsourcing

http://vimeo.com/15193513

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Il National Maritime Museum e il Royal Observatory di Greenwich hanno richiesto il contributo di utenti volontari per prendere parte a due progetti di Citizen Science.

Il primo progetto si chiama Solar Stormwatch. Gli appassionati di astronomia sono invitati a individuare tempeste solari e altri fenomeni negli archivi iconografici istituzionali.

Quest’attività viene chiamata forum-based science: in sintesi: i volontari perseguono i propri obiettivi di ricerca, e gli scienziati e i ricercatori devono prestare attenzione alle loro scoperte.

Il personale scientifico del museo ha deciso di avviare questo progetto avvalendosi del contributo degli utenti (UCG) perché non ha personale sufficiente ad analizzare tutti i dati in proprio possesso, 25,000 terabytes di informazioni, pari a più di 100.000 immagini raccolte in due anni mezzo dai veicoli spaziali in orbita.

Ci si potrebbe chiedere perché non far fare tutto questo lavoro ai computer. Gli esperti rispondono che ciò che l’occhio umano può riconoscere è molto di più di qualsiasi calcolatore che, invece, per poter riconoscere dei dati, deve avere dei modelli sui quali basare le proprie verifiche.

Un’altra ragione per cui è vantaggioso coinvolgere tanti utenti nel progetto è che si elimina la soggettività, a favore di un risultato basato sul consenso di più utenti. Più persone esprimono una stessa opinione su un certo dato, maggiore è la probabilità che l’ipotesi sia corretta. Una misurazione collettiva infatti ha certamente più valore di una misurazione condotta da un singolo.

Paradossalmente, se il 90% delle persone riconoscesse che un oggetto che si muove nello spazio si sta dirigendo verso la terra, la comunità scientifica sarebbe in possesso di un maggio numero di dati per prepararsi all’impatto. [MTN]

Info:
http://solarstormwatch.com/

Video informativi
http://solarstormwatch.com/why_scientists_need_you

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