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Posts Tagged ‘Europeana’

Ormai sono pochi coloro che non conoscono Europeana, un repository di più di quaranta milioni di oggetti digitali (immagini, audio, video, testi) afferenti a istituzioni culturali di diversa natura. Chiunque abbia navigato nel portale europeo, sa però come non sia sempre facile arrivare alle informazioni cercate. Ciò è dovuto alla complessità delle risorse in esso contenute (domini diversi con standard diversi, multilinguismo, formati diversi) e alla grande difformità nella descrizione delle risorse, più o meno approfondite.

Negli ultimi tempi, Europeana, su sollecitazione della stessa Commissione europea, sta dedicando molti sforzi al miglioramento qualitativo dei contenuti proprio per favorire una ricerca soddisfacente da parte degli utenti.

Il miglioramento della qualità può avvenire in più modi: da un lato le istituzioni possono fornire dati più consistenti, ad esempio descrizioni più approfondite oppure metadati aggiuntivi, ad esempio le coordinate geografiche del soggetto rappresentato nella risorsa. Dall’altro è possibile, attraverso procedimenti sia manuali che automatici, arricchire i metadati per mezzo dei Linked Open Vocabularies, ovvero i vocabolari semantici riutilizzabili.

Per saperne di più, puoi consultare anche LOV: Linked Open Vocabularies, un portale di accesso a questi vocabolari.

Linked Open Vocabularies

Fonte: LOV

Come possiamo leggere dalle informazioni presenti su questo portale collaborativo ospitato dalla Open Knowledge Foundation, LOV deriva da LOD, acronimo di Linked Open Data. I dati sul web utilizzano classi (aka types) e proprietà (aka predicates) per descrivere persone, luoghi, prodotti, eventi ecc. Perciò, prendendo come esempio il dato, “Maria Teresa Natale è una persona, vive a Roma”, “Persona” è la classe di Maria Teresa Natale, “Città” è la classe di Roma, “vive a” è una proprietà utilizzata per descrivere una persona, in questo caso per collegare la persona a un luogo. Un vocabolario presente in LOV contiene una serie di classi e di proprietà (i termini del vocabolario) che descrivono tipi specifici di cose o cose di un ambito specifico. I termini del vocabolario forniscono anche i link in linked data (ad esempio, nel caso citato, il link tra una persona e la città), utilizzando una semantica corretta in termini di linguaggio informatico. In breve, in tal modo dati semplici divengono dati significativi.

Tornando a Europeana e al miglioramento della qualità dei dati, è proprio quest’ultima la strada che si sta percorrendo: arricchire i metadati in modo automatico utilizzando vocabolari esterni, come GeoNames e DBpedia e sfruttando le relazioni e traduzioni semantiche messe a disposizione da questi vocabolari. Ma come decidere quali vocabolari utilizzare? Europeana applica alcuni criteri che le consentono di minimizzare l’“impegno semantico”, astraendolo dai bisogni dei singoli domini. Per tale motivo, privilegia fonti dati multilingue, generiche e già ben collegate che agiscono da “vocabolari pivot” dove gli elementi equivalenti in altri vocabolari sono già indicati.

Uno dei progetti che Europeana sta seguendo con grande interesse è Wikidata (https://www.wikidata.org), “un database libero, collaborativo, multilingue e secondario che raccoglie dati strutturati per fornire supporto a Wikipedia, a Wikimedia Commons, agli altri progetti del movimento Wikimedia e a chiunque nel mondo”. Wikidata raccoglie risorse create e verificate con il supporto degli utenti (crowdsourcing) e dataset autorevoli (come ad esempio VIAF, Virtual International Authority File). “I dati su Wikidata sono pubblicati sotto la licenza Creative Commons Public Domain Dedication 1.0, che ne permette il riutilizzo in numerosissimi ambiti. I dati possono essere copiati, modificati, distribuiti ed elaborati, anche per scopi commerciali, senza dover chiedere alcuna autorizzazione”.

Modello dati di Wikidata

Modello dati di Wikidata
Fonte: sito web Wikidata

Europeana ha già beneficiato di risorse semantiche “locali”, utilizzate dai fornitori di contenuti e che spesso sono il risultato di grande impegno editoriale. I risultati ottenuti però sono pochi, anche perché i vocabolari non sono allineati tra loro. Secondo Europeana, Wikidata potrebbe rappresentare una soluzione per sfruttare meglio le specificità dei vocabolari, dal momento che consente il caricamento manuale e l’allineamento delle entità semantiche. E tutti ne beneficerebbero: la comunità GLAM, che vedrebbe i propri sforzi premiati dall’autorevolezza di Wikidata nel Web; Wikidata che arricchirebbe la propria base dati; terze parti come Europeana o altri aggregatori che potrebbero accedere a una piattaforma di conoscenza specialistica.

C’è già chi ha sperimentato questa strada, come l’esperta Sandra Fauconnier  che ha allineato il vocabolario di MIMO a Wikidata. Il vocabolario multilingue di MIMO, elaborato nel corso di un concluso progetto europeo dell’ecosistema di Europeana, viene utilizzato per classificare e quindi descrivere meglio gli strumenti musicali.  È il risultato della fusione tra una classificazione vernacolare e la classificazione professionale “Hornbostel-Sachs”.

Per conoscere il procedimento di importazione del vocabolario MIMO su Wikidata, potete consultare questo link: http://pro.europeana.eu/page/get-your-vocabularies-in-wikidata

[MTN]

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Le opere di Lalique, Klimt, Gallé, Mackintosh e Cambellotti accessibili online da un unico portale? Da oggi gli utenti della rete avranno un nuovo strumento per soddisfare le loro necessità di ricerca o la loro passione per il Liberty.

Ritratto di Maria Hardouin duchessa di Gallese. (c) Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea

Ritratto di Maria Hardouin duchessa di Gallese. (c) Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea

La Commissione Europea ha infatti finanziato il progetto Partage Plus con l’obiettivo di digitalizzare oltre 75.000 opere e oggetti d’arte destinati ad arricchire Europeana, il portale europeo delle risorse culturali digitali. All’iniziativa hanno aderito 25 partner provenienti da ben 17 paesi dell’Unione europea; per l’Italia ha aderito l’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane che coordina la digitalizzazione del patrimonio selezionato dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dagli Archivi delle Arti Applicate Italiane del XX secolo, dal Museo Andersen, dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, e dalla Wolfsoniana di Genova. Liberty, Art Nouveau, Jugend Stil, Secession sono le diverse accezioni terminologiche e tipologiche con le quali si manifesta in Europa uno stile di rinnovamento nell’arte che incarna in modo profondo lo spirito e le contraddizioni di una società che sta precipitando verso la Prima Guerra Mondiale. Il suo sviluppo in Europa è particolarmente ampio e permea non solo tutte le forme di espressione artistica, ma anche il vivere quotidiano negli arredi, nella moda, nella grafica, nelle arti applicate con le produzioni di ceramiche e vetri. Le capacità espressive si avvalgono di forme flessuose che attingono al repertorio del mondo animale e vegetale, ponendo particolare attenzione alla funzionalità che lega gli oggetti agli spazi. In particolare poi l’architettura, a seconda dei vari paesi nei quali si sviluppa assume forme e soluzioni costruttive diverse.

Pettine di René Jules Lalique in oro, vetro e corno, (c) Museum of Applied Arts, Budapest

Pettine di René Jules Lalique in oro, vetro e corno, (c) Museum of Applied Arts, Budapest

Partage Plus costituisce un luogo virtuale in cui il Liberty è rappresentato in tutte le sue sfumature e le sue varianti locali. Oltre 33.000 risorse sono attualmente consultabili in Europeana;  altre 42.000 saranno aggiunte entro il prossimo febbraio, incluse le riproduzioni tridimensionali di oltre 2.000 oggetti. Tutto il materiale italiano è invece in corso di pubblicazione sul portale nazionale “Il Liberty in Italia” (il sito è attivo ma è in corso di perfezionamento). [MP]

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E’ stata lanciata ieri questa nuova app gratuita realizzata da Europeana dalla quale è possibile a accedere a 350.000 immagini dei seguenti musei con relativa scheda informativa:

  • Royal Botanic Gardens, Edinburgh, UK
  • Rijksmuseum, The Netherlands
  • National Library of Poland
  • The Archaeological Museum, Portugal
  • Bulgarian Academy of Sciences
  • Digital Library of the Spanish Ministry of Defence

Le immagini sono corredate di etichette di metadati in inglese e i contenuti informativi sono nella lingua originaria. Dalla singola scheda si può accedere alla pagina di Wikipedia, se esistente.

All’interno della singola scheda immagine le informazioni sono ripartite nelle sezioni ABOUT (con informazioni tra l’altro sull’autore tratte da un authority file, sulla fonte dell’immagine, sui diritti), WHAT (il titolo dell’opera), WHEN (periodo storico e data specifica), WHO (autore dell’opera), GENERAL LINK (link al sito del museo che ospita l’opera e link all’opera in Europeana).

Come si puo’ vedere dall’immagine soprastante, molte funzionalità sono dedicate al “Social”:

CONNECT: porta su Google, preimpostando la ricerca sul nome dell’autore dell’opera

COMMENT: consente di postare un commento (non è chiaro a chi lo si invia)

SHARE: consente di condividere la pagina su Facebook e Twitter

Dalla home si puo’ accedere a una serie di gallerie tematiche che aggregano immagini su uno stesso argomento:

Peccato che le pagine con le gallerie di immagini siano esteticamente poco attraenti, con i titoli delle rispettive immagini collocati sull’immagine stessa, nemmeno fruibile nella sua interezza.

Vi invitiamo a scaricare la app e a lasciare un  commento da utenti e non da addetti ai lavori sul nostro blog: pensate che questa app possa essere utile? Quando? In che contesto? [MTN]

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L’Istituto inglese di “web-watchers” CIBER Reseach ha pubblicato il rapporto Culture on the go, un documento che illustra come l’accesso alle informazioni sul web stia cambiando: sempre più frequentemente gli utenti effettuano le proprie ricerche, leggono e utilizzano le informazioni in movimento attraverso i dispositivi mobile, a scapito di PC e laptop in casa e in ufficio. Questo cambiamento avrà un impatto radicale sulla progettazione e la funzionalità dei siti web.

Il professor David Nicholas di CIBER ha affermato che stiamo assistendo a una trasformazione dei comportamenti degli utenti e che i dispositivi mobile saranno presto la piattaforma dominante per la ricerca sul Web. Ad oggi, però, ancora non sono state fatte indagini approfondite sull’utilizzo di questi dispositivi da parte dell’utenza.

CIBER ha realizzato, tramite log analysis e data mining, l’analisi delle ricerche effettuate dagli utenti di Europeana, mettendo a confronto comportamenti su personal computer, portatili e dispositivi mobile.

La principale conclusione è stata che le visite da parte degli utenti in movimento differiscono da quelle effettuate attraverso piattaforme fisse. Le visite sono in genere molto più brevi, meno interattive e inoltre viene visualizzata una minor quantità di contenuto nel corso di ogni visita. La differenza di comportamento varia anche in base al tipo di dispositivo mobile:  il comportamento sull’iPAD è quello che più si avvicina a PC e laptop.

La maggior parte dei siti web culturali – ma non solo – è stata progettata per l’accesso da personal computer e portatili. L’aumento di nativi digitali e l’abitudine al pagamento dei contenuti fruibili su dispositivi mobile, implica nel prossimo futuro un ripensamento e una trasformazione nell’erogazione dei contenuti culturali via web. [MTN]

Il rapporto completo è scaricabile dal Web:
http://pro.europeana.eu/documents/858566/858665/Culture+on+the+Go

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La Commissione europea ha adottato una raccomandazione in cui invita gli Stati membri dell’UE ad intensificare le proprie iniziative, a mettere in comune le rispettive risorse e a coinvolgere il settore privato sul fronte della digitalizzazione del materiale culturale. La digitalizzazione è infatti uno strumento essenziale per ampliare l’accessibilità al patrimonio culturale dell’Europa e per promuovere la crescita nelle industrie culturali europee. I materiali digitalizzati dovrebbero essere resi disponibili attraverso Europeana, la biblioteca, l’archivio e il museo digitale d’Europa (www.europeana.eu).

La raccomandazione invita gli Stati membri a sviluppare piani affidabili e istituire partenariati per inserire in Europeana 30 milioni di oggetti entro il 2015 rispetto ai 19 milioni attualmente disponibili; incrementare la presenza in rete di materiale fuori commercio o coperto dai diritti d’autore e adattare le normative e le strategie nazionali al fine di garantire la conservazione a lungo termine dei materiali digitali.

La raccomandazione invita gli Stati membri a:

  • predisporre piani rigorosi per i propri investimenti nella digitalizzazione e favorire i partenariati pubblico-privato per la condivisione dei relativi costi. La raccomandazione stabilisce i principi fondamentali per garantire che tali partenariati siano equi ed equilibrati.
  • Rendere disponibili entro il 2015 tramite Europeana 30 milioni di oggetti, compresi i capolavori europei che non sono più protetti dai diritti d’autore e tutto il materiale digitalizzato grazie a finanziamenti pubblici.
  • Incrementare la presenza in rete di materiale coperto dai diritti d’autore, istituendo un quadro normativo di riferimento che consenta la digitalizzazione su larga scala e l’accessibilità transfrontaliera delle opere fuori commercio.
  • Rafforzare le proprie strategie e adattare la propria legislazione per garantire la conservazione a lungo termine del materiale digitalizzato, accertandosi, ad esempio, che il materiale depositato non preveda sistemi di protezione tecnologici che ostacolino la conservazione da parte dei bibliotecari.

Link utili:

Raccomandazione sulla digitalizzazione del materiale culturale e sulla sua conservazione in rete:

http://ec.europa.eu/information_society/activities/digital_libraries/index_it.htm

Europeana, la biblioteca, l’archivio e il museo digitale d’Europa:

http://www.europeana.eu/portal/

Sito Web dell’Agenda digitale:

http://ec.europa.eu/digital-agenda

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Europeana: indagine sugli utenti 2011

Ogni due anni Europeana commissiona un’indagine per verificare la tipologia e il grado di soddisfazione degli utenti.  L’indagine è disponibile sul sito di Europeana.

Oltre analizzare l’utenza per età, professione, istituzione, lingua, nazione di residenza, fonte dell’invito a partecipare, la survey indaga le ragioni che spingono l’utente a visitare Europeana, la frequenza di visita, le impressioni, i competitor, il gradimento delle funzionalità. Estremamente interessante la valutazione delle risposte tra utenza più e meno giovane. [MTN]

https://version1.europeana.eu/c/document_library/get_file?uuid=334beac7-7fc2-4a4e-ba23-4dcc1450382d&groupId=10602

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Il piano di sviluppo di Europeana per gli anni 2011-2015 prevede quattro linee d’azione basate su:

Aggregazione: continuando ad arricchire il portale della cultura europea, basato sull’affidabilità dei contenuti culturali che rappresentano la diversità del patrimonio culturale delle nazioni europee, ampliando il numero degli aggregatori, migliorando la qualità dei metadati.

Facilitazione: supportando gli esperti che operano nelle istituzioni culturali attraverso il trasferimento di conoscenze, l’innovazione e l’advocacy, sperimentando nuove applicazioni nel settore della ricerca  e dello sviluppo nel campo dei beni culturali.

Distribuzione: rendendo il patrimonio disponibile agli utenti, dovunque e in ogni momento, aggiornando il portale, rendendolo disponibile nel workflow degli utenti, sviluppando partnership per rendere i contenuti disponibili in nuovi modi.

Attrazione: facendo sì che gli utenti possano essere partecipi del proprio patrimonio culturale in nuovi modi, attraverso nuove esperienze, ampliando l’utilizzo dei social media e degli strumenti Web 2.0, rendendo possibili nuove relazioni tra curatori, contenuto e utenti.

Come risponderanno le istituzioni culturali a questa sfida, soprattutto per quanto concerne gli ultimi due punti che implicano il dover percorrere strade ancora ignote, il cui orizzonte potrebbe prospettare scenari assolutamente imprevedibili? Come ad esempio, nel caso in cui le istituzioni culturali rendano disponibili i propri dati come Linked Open Data… [MTN]

Visualizza tutto il documento:
Europeana Think Culture – Strategic plan 2011-2015

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