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Posts Tagged ‘Linked data’

Un’interessante introduzione non tecnica, di facile comprensione, sotto forma di video, a:  Linked Data, Google’s Knowledge Graph, and Facebook’s Open Graph Protocol. Realizzato daManu Sporny, 2012 (in lingua inglese).

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L’interoperabilità è la capacità di un sistema informatico di cooperare e di scambiare informazioni o servizi con altri sistemi o prodotti in maniera più o meno completa e priva di errori, con affidabilità e con ottimizzazione delle risorse [Wikipedia].

Esistono diversi tipi di interoperabilità, tra cui:

  • l’interoperabilità tecnica, resa possibile dall’utilizzo di standard tecnici comuni (formati dei file, metadati ecc.);
  • l’interoperabilità semantica, facilitata dall’uso di terminologie e vocabolari comuni.

Perché l’interoperabilità è un aspetto di cui un’istituzione culturale che detiene contenuti digitali deve tener conto? Perché:

  • consente di far trovare facilmente i propri contenuti da un ampio numero di agenti (portali, aggregatori di metadati, motori di ricerca)
  • consente a questi agenti (ad esempio, Google, Europeana o CulturaItalia) di promuovere i materiali. Gli utenti si aspettano oggi di trovare contenuti integrati (video, immagini, testi, suoni) nello stesso spazio, senza dover inserire ogni volta nuovi termini di ricerca nei singoli siti
  • produce traffico verso il proprio sito, rendendo così più accessibili i contenuti del deep web (web profondo)
  • accresce la visibilità dell’istituzione.

Il web semantico è un “web di dati” che consente ai calcolatori di comprendere la semantica, ovvero il significato delle informazioni sul web. Sempre più spesso, il termine “web semantico” è utilizzato per riferirsi ai formati e alle tecnologie che permettono questo processo.

I vantaggi dell’interoperabilità aumentano utilizzando i Linked Data. Con questo termine si definisce un metodo di pubblicazione di dati strutturati, che possono essere interconnessi tra loro. Tale metodo si basa sulla tecnologia web (protocollo HTTP, linguaggio RDF e utilizzo di URI) e il target cui si rivolge non è costituito dagli utenti umani quanto piuttosto dagli utenti non umani, come i motori di ricerca. In tal modo, dati provenienti da fonti diverse possono essere collegati e interrogati.

Il sito http://linkeddata.org fornisce tutte le informazioni su quest’iniziativa e pubblica la “nuvola”, ovvero il diagramma della situazione corrente del Linking Open (LOD) Data Project.

“Linking Open Data cloud diagram, by Richard Cyganiak and Anja Jentzsch. http://lod-cloud.net/”

“Linking Open Data cloud diagram, by Richard Cyganiak and Anja Jentzsch. http://lod-cloud.net/”

Come si relazionano però Linked Data, Web Semantico e Linked Open Data?

Molto interessante è la definizione data da Paul Walk:

  1. I dati possono essere aperti, ma non linkati
  2. I dati possono essere linkati, ma non essere aperti
  3. I dati che siano sia aperti sia linkati sono assolutamente realizzabili
  4. Il Web semantico può funzionare solo con dati che siano sia aperti sia linkati.

Sempre secondo Walk, più dati sono linkati sul Web con un significato ben definito, più le applicazioni web saranno performanti.

Grazie al modello LOD, quindi, è come se i dati, resi interoperabili, entrassero a far parte di un immenso database “aperto” nel quale vengono pubblicati set di dati “grezzi” resi disponibili da istituzioni diverse, che però possono essere liberamente “incrociati” da terze parti, con la possibilità di generare valore aggiunto, inaspettato.

Facciamo un esempio pratico: immaginiamo, da un lato, un ente del turismo che pubblica una serie di dati sintetici relativi a strutture ricettive, ristoranti, musei e monumenti di un determinato luogo, dall’altro i musei che pubblicano i dati specifici delle opere esposte nel museo o degli artisti delle opere.

Attraverso i LOD un terzo soggetto ha la possibilità di combinare i due set di dati per offrire un nuovo servizio personalizzato, magari in base alle esigenze di una tipologia specifica di utenti. Naturalmente, questo collegamento potrebbe anche essere realizzato manualmente, però con maggior dispendio di tempo e con maggior possibilità di errore.

Per concludere la prima parte di questo post, invitiamo la visionare un video di Tim Berners Lee sui Linked Open Data, già visto migliaia di volte su You Tube.

http://www.youtube.com/watch?v=ga1aSJXCFe0

[MTN]

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